atipico.org

atipico.org

Laddove il sublime e il gretto si toccano

atipico.org RSS Feed
 
 
 
 

Che fine farà la Sardegna?

carlotto_mifido.jpg
Domenica ho finito di leggere il libro scritto a due mani da Massimo Carlotto e Francesco Abate “Mi fido di te”. Ambientato nella Sardegna odierna, il libro si sviluppa intorno alle vicende di uno spregiudicato- pregiudicato, trafficante di sostanze alimentari adulterate, spacciate per sane, che usa come copertura il ristorante più in della città, unanimemente riconosciuto come il tempio del buongusto. L’affresco di Cagliari capoluogo che ne viene fuori è quello molto realista di “una città indolente che si lascia scorrere tutto addosso, anche le cose peggiori”.

Una frase molto azzeccata, detta da un personaggio,mi ha colpito.

Oggi solo sette uomini possono ancora testimoniare gli orrori vissuti nella prima guerra mondiale, di questi sette due sono sardi. Il contributo di sangue pagato dalla brigata Sassari è stato così alto da fargli guadagnare tre medaglie d’oro al valore militare. Per tale motivo la Sardegna si è presa in passato la nomea di isola da carne di cannone.

L’alto indice di gradimento, riscosso dalla Canalis come velina, ha fatto sì che la velina mora per piacere, deve essere sarda. “Se tu crei la domanda, nasce l’offerta”. Sconfitta la malaria, arginata e ridotta l’anemia, migliorata l’alimentazione, spostata in avanti la pubertà, le donne sarde hanno ribaltato l’immaginario collettivo della donna bassa coi baffi vestita di nero, che aveva contagiato anche Woody Allen nel film Amore e Guerra. Di conseguenza l’isola si è riempita di procacciatori di modelle, agenzie di promoter, sfilate di moda e di intimo.

“La Sardegna non è più l’isola da carne da cannone, ma l’isola di carne da ca…

canone tv”

dice il personaggio del libro.

Ad Alghero, Bosa tutte le case del centro vengono comprate dagli inglesi a prezzi allucinanti, gli indigeni devono andare ad abitare ad Olmedo, non possono più permettersi di vivere a casa loro, costa troppo.

Dove sta andando la Sardegna?

pina-bausch.jpg

Tanti anni fa si diceva potessimo diventare la Cuba del mediterraneo, intendendo con ciò l’isola indipendente e figlia della rivoluzione.

Sempre con più chiarezza stiamo diventando la Cuba di Batista, dove la gente viene per scopare, prendere il sole, giocare d’azzardo e commerciare in armi e droga, vista la posizione di porta tra sud e nord del mondo.

Il casino del mediterraneo, l’accento sulla o non cambia la sostanza.

la foto è di Helmut Newton ed è una scenografia di un balletto di Pina Bausch se non sapete chi è Pina Bausch vergognatevi.

Sigur Ros, Islanda. Estetica e semiotica dei videoclip

Avvertenze : trattasi di articolo complesso e lungo, per lettori esperti e più che abili.

Quando la codificazione di un linguaggio, o la messa a punto di una metodologia espressiva, muove i primi passi, essa risente in modo determinante dei linguaggi che l’ hanno preceduta, o l’hanno vista nascere, facendole un po’ da balia.

E’ stato così per la pittura nei confronti della fotografia, per la fotografia nei confronti del cinema,

del cinema per i videogiochi o per i videoclip, dei fumetti per i videoclip, etc.. etc..

Quando uscirono i primi videogiochi, gli Space Invaders, l’ispirazione, il riferimento , i richiami erano chiaramente volti al maggior film di successo di quel periodo e alla saga conseguente,

Guerre Stellari.

L’avvento dei computer, il progredire delle tecniche e dei tecnici, il cambiamento dei target e la conseguente variazione delle commesse pubblicitarie, ha fatto sì che il segno grafico dei videogiochi ( i fumetti in realtà lo avevano già fatto) acquistasse la propria autonomia creativa e la propria dignità semantica, ribaltando il rapporto di subalternità con il cinema .
Ecco quindi nascere nel tempo film chiaramente ispirati ai videogiochi, il primo è stato Supermario bros, (1993), e il più famoso ,tanto da avere un sequel, sino ad oggi Tomb raider. (2001)

LO stesso iter, anche se con sfumature diverse, è accaduto con i videoclip.

In genere quando si vuole sminuire o criticare un film lo si accusa di avere un’estetica da videoclip, intendendo con ciò un montaggio spezzato, accelerazioni e ralenty improvvisi, assenza di storia, riprese che fungono da semplice accompagnamento alle musiche, volentieri condite con primi piani di tizie scosciate impegnate in coreografie improponibili.

Capita a volte però di vedere dei capolavori.

È il caso dei video del gruppo rivelazione dei Sigur Ros. Scoperti e lanciati da Bjork, che inserì un loro brano nella compilation che celebrava i 50 anni di indipendenza, questo gruppo islandese considerato l’erede dei Pink Floyd, è esploso rivoluzionando anche la classica durata dei brani e dei videoclip oramai tarati sui tre minuti e mezzo massimo, mentre i video dei loro brani durano 8 ,9 minuti, come dei cortometraggi d’autore.

Strana terra l’Islanda Indipendente dal 1945 e dominata per 600 anni dalla Danimarca ha prodotto un fermento culturale capace di sfornare in dieci anni due artisti del calibro di Bjork e Sigur Ros.

Quando si guardano i video dei Sigur Ros il primo pensiero che si ha è che le musiche siano state composte per accompagnare i video e non il contrario. Essi hanno sviluppato una poetica filmica che è possibile riconoscere in tutti i loro video, nonostante siano stati affidati a registi con registri espressivi molto diversi tra loro.

Un esempio di diversità stilistica tra tutti, è il video del primo brano Untitled 1 dell’album “()” affidato alla regista italiana emigrata in Canada Floria Sigismondi.

floria-sigismondi12.jpg

Il video inizia con una normale ricreazione in una scuola elementare con immagini sgranate e primi piani dove il maestro controlla i bambini, i bambini si vestono, ma dopo le sciarpe e i cappotti si mettono le maschere antigas, per uscire in un pianeta con un tramonto rosso fisso, coperto da una spessa coltre di fuliggine. questo mondo non turba i bambini che giocano e ridono attraverso le maschere fino a quando…

I bambini sono i protagonisti di tutti i loro video anche di Hoppipolla

hoppipolla.jpg

dove un simpaticissimo gruppo di attempati vecchietti, suona i campanelli e poi scappa, fa la guerra con spade di legno e i palloncini pieni d’acqua, e salta nelle pozzanghere (traduzione della parola Hoppipolla). Ogni video narra una storia compiuta con delle scene commoventi ed emozionanti, affrontando grandi temi, come l’omosessualità tra adolescenti di Viðar vel tl loftárasa (oggi è una buona giornata per gli attacchi aerei) l’inquinamento del futuro(untitled 1), la vecchiaia, la morte.

Le atmosfere sono speso sospese come nei ricordi lontani o nei sogni senza tempo, grazie ad una fotografia mai invadente come nel dolcissimo video Svefn-g-englar (gli angeli notturni) interpretato da una compagnia teatrale formata da disabili affetti dalla sindrome di Down

videosvefn.jpg

Sempre con un proprio linguaggio poetico riconoscibilissimo fatto di ralenty (non spezzati) primi piani o campi lunghissimi in cui si vede un Islanda magica, come nel video Glòsòli

glosoli.jpg

(quanto vorrei un regista capace di riprendere la Sardegna così).

Cuore. Do you remember?

Vi ricordate del settimanale di satira cuore?

Orbene seduto sulla tazza a meditare ho estratto dalla pila di fumetti una raccolta dei primi 13 numeri.

Leggendo i titoli del numero uscito il 25 febbraio del 1991 una tristezza sconfinata mi ha assalito, gli stessi titoli, sulle stesse vicende, la guerra in Iraq e la nascita di un grande partito erede, allora del pci, oggi del pds, ma nessun miglioramento o passo in avanti, anzi peggio, perchè allora c’era almeno cuore e si rideva, anche se a denti stretti, oggi neanche quello.

pag01-ultima-ora-vignetta.jpg

Le cremine

uomo.jpg

All’età di 20 anni fenicio fece le visite mediche di rito per attestare la sana e robusta costituzione.

Fino a quel momento le uniche visite mediche di massa furono quelle di leva. Fu allora, mentre faceva la fila in mutande, che vide per la prima volta aurore boreali,  macchie solari, buchi neri,tempeste magnetiche, solo l’odore era diverso da come la sua immaginazione aveva ricostruito quel mondo visto solo in tv.

Alla visita per la costituzione la commissione medica nella figura del dottore chiese a fenicio, se per la screpolatura delle mani il suddetto usasse le cremine.LA reazione fu immediata e virulenta, come se gli avessero urlato in faccia BRUTTO FROCIO si schernì e con faccia disgustata prese le distanze dagli uomini che usavano le cremine.

Oggi a 39 anni fenicio và in una palestra fornita in ogni sala di televisore che manda solo incontri di calcio, sit com, incontri di calcio, la squadra 8, incontri di calcio.

Negli spogliatoi un coetaneo dal fisico asciutto di fronte allo specchio dopo la doccia (fenicio avrebbe finito lì) apre un beaty case che neanche madonna e comincia un uso accorto e specifico di 15 cremine diverse per ogni parte del corpo.

Fenicio lo guarda incantato e capisce che aver passato  anni a conoscere tutta la filmografia di Herzog gli ha fatto perdere qualcosa.

nascosto dalle pareti domestiche, al ritorno, il nostro eroe trova un flacone abbandonato nel mobiletto, di crema al thè verde, che visto il tempo passato è diventato color bergamotto. Dato il costo eccessivo di questi prodotti gli sembra brutto, pensando ai bambini in Africa , buttarlo, quindi al pensiero tanto più brutto non mi può rendere, si cosparge il corpo e si addormenta felice di questa nuova esperienza in cui anche degli uomini etero possono avere la pelle vellutata.

sono (quasi) tutti morti

cimitero_della_futa.jpg

Sono quasi tutti morti 1

i blog dei miei amici.

Fungo, felicemente innamorata, non sente più il bisogno di scrivere

Navia non è più raggiungibile su splinder forse lo ha chiuso

Coo araba fenice risorge a Sassari ma non sul blog

sl è concentrato sui praticabili

she non posta più

mirko non so dove sia.

credo necessiti pulizia.

Sono (quasi) tutti morti 2

i negozi che conoscevo.

Quando cominci a vedere che nella palestra che frequentavi vendono pompe di calore, o dove andavi al cinema vendono cetrioli, la drogheria dove compravi le bombette diventare una sartoria, la libreria un osteria, capisci che il tempo è passato.

siamo proprio dei coglioni

mercenari.jpg

prima digitate su di un motore di ricerca:

Aegis Defense Services “violazioni dei diritti umani”

oppure

Aegis Defense Services

o simili

e poi leggete con maggior cognizione di causa questa nota di stampa del Ministero della “difesa” italiano, governo di sinistra votato da milioni di italiani e non per sconfiggere le destre

vabbè, mercenaria è anche la brigata sassari, ma questa notizia della Aegis è passata quasi inosservata

“Al fine di garantire l’incolumità dei civili presenti a Nassiriya, il
Ministero della Difesa italiano ha stanziato 3.490.000 euro per
stipulare un contratto con l’agenzia di sicurezza Aegis“.

A difendere i pozzi di petrolio di Nassiriya rubati dall’Eni agli
irakeni ci sono adesso i mercenari tagliagole dell’Aegis Defense Sevices
noti per le violazioni dei diritti umani in Nuova Guinea e Irlanda del Nord.


HO ricevuto questa mail che pubblico, ha confermato la mia sempre più forte sensazione di essere preso per il culo.

Come dice Fabio Volo nel film La Febbre, “prima ci avete illuso che la nostra partecipazione fosse necessaria, poi abbiamo scoperto che il gioco era truccato”
E dire che li abbiamo anche votati!

Benvenuto Lobina

A volte la mia terra…

( Ho letto che un segno del fatto che la nostalgia ti ha divorato è l’uso del possessivo quando parli del cielo, del mare, della terra in cui sei nato e vissuto)

gruppo-02.GIF

Rinizio. E’ da troppo tempo che non parlo della mia isola.

In un a televisione locale un ti-zio legge una poesia bellissima, mi rendo conto che quel libro giace da secoli nella mia libreria. Conosco l’autore lobina.gif è un grande della poesia sarda, una mia ex mi regalò una sua poesia bellissima.

Ho ripreso il libro e ho letto. La sua energia mi ha colpito nuovamente come quando ci si sbronza nuovamente dopo molti anni di sobrietà temporanea.

Non solo, scopro che la complesso camerata ha tratto dal suo libro più bello uno spettacolo di più di due ore in sardo, italiano e friulano (sui friulani vedi post precedente)

questa è parte di una sua poesia che và letta e sentita in lingua sarda Domu’ de’ idda mia

domu’ de’ idda mia sprexurìas

in notti’ de scorìu, candu nimmancu

arrùllianta ’s canis,

candu

si xiti’ finza e i su ‘entu, candu

dònnia perda tìmid’unu passu,

e i sa genti scida pàri’ morta

e deu no iscìu

chi abètti’ de morri diaderu

o abèttid’ a iscorìu

chi pàss’ callincunu imbruncunendu

cun is ferrus in bruzzus,

o callincunu chi s’ada a arrui

sciagurau a ananti’ e s’ enna.

Bignami per questi giorni

Bignami di questi giorni

“Anche il cielo degli altri è più dolce, se il tuo cuore vola insieme a quello delle persone che ami”

boldini6.jpg

Questo il tenore dei messaggi scambiati in questi giorni con un’amica ritrovata, non perché persa, ma perché lontana.

Ho scoperto che sardi e friulani hanno molti lati caratteriali in comune, compresa la morra.

Ho visto il video dello spettacolo e non mi sono piaciuto.

Devo riprendere a coltivare i sogni, nonostante la siccità.

Studiare, sentire e non vedere, mettersi al servizio degli altri, in teatro e non solo.

Ho visto Zio Vanja di Cechov, mi è piaciuto, erano amici vecchi e nuovi e come allora ci siamo commossi.

Ho abbandonato le stampelle e inizio con il personal trainer in una palestra di fighetti.

Ho visto Matador di Almodovar.

cielo.jpg

La foto è tratta dallo spettacolo “Il cielo degli altri” di Cesar Brie

Le BLATTE a Cagliari

http://blatterandom.altervista.org

grazie….

è previsto un rinfresco…..

convalescenza

Mi hanno ricoverato.

Di giovedì mi hanno operato,

a letto a casa sono finito.

dai miei spesso sono annoiato,

anche perchè poca gente mi ha trovato.

internet mi hanno levato

così

per il legamento crociato, sono finito semi immobilizzato.

estetica2.jpg