Che fine farà la Sardegna?

Giugno 12th, 2007 by Fenicio

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Domenica ho finito di leggere il libro scritto a due mani da Massimo Carlotto e Francesco Abate “Mi fido di te”. Ambientato nella Sardegna odierna, il libro si sviluppa intorno alle vicende di uno spregiudicato- pregiudicato, trafficante di sostanze alimentari adulterate, spacciate per sane, che usa come copertura il ristorante più in della città, unanimemente riconosciuto come il tempio del buongusto. L’affresco di Cagliari capoluogo che ne viene fuori è quello molto realista di “una città indolente che si lascia scorrere tutto addosso, anche le cose peggiori”.

Una frase molto azzeccata, detta da un personaggio,mi ha colpito.

Oggi solo sette uomini possono ancora testimoniare gli orrori vissuti nella prima guerra mondiale, di questi sette due sono sardi. Il contributo di sangue pagato dalla brigata Sassari è stato così alto da fargli guadagnare tre medaglie d’oro al valore militare. Per tale motivo la Sardegna si è presa in passato la nomea di isola da carne di cannone.

L’alto indice di gradimento, riscosso dalla Canalis come velina, ha fatto sì che la velina mora per piacere, deve essere sarda. “Se tu crei la domanda, nasce l’offerta”. Sconfitta la malaria, arginata e ridotta l’anemia, migliorata l’alimentazione, spostata in avanti la pubertà, le donne sarde hanno ribaltato l’immaginario collettivo della donna bassa coi baffi vestita di nero, che aveva contagiato anche Woody Allen nel film Amore e Guerra. Di conseguenza l’isola si è riempita di procacciatori di modelle, agenzie di promoter, sfilate di moda e di intimo.

“La Sardegna non è più l’isola da carne da cannone, ma l’isola di carne da ca…

canone tv”

dice il personaggio del libro.

Ad Alghero, Bosa tutte le case del centro vengono comprate dagli inglesi a prezzi allucinanti, gli indigeni devono andare ad abitare ad Olmedo, non possono più permettersi di vivere a casa loro, costa troppo.

Dove sta andando la Sardegna?

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Tanti anni fa si diceva potessimo diventare la Cuba del mediterraneo, intendendo con ciò l’isola indipendente e figlia della rivoluzione.

Sempre con più chiarezza stiamo diventando la Cuba di Batista, dove la gente viene per scopare, prendere il sole, giocare d’azzardo e commerciare in armi e droga, vista la posizione di porta tra sud e nord del mondo.

Il casino del mediterraneo, l’accento sulla o non cambia la sostanza.

la foto è di Helmut Newton ed è una scenografia di un balletto di Pina Bausch se non sapete chi è Pina Bausch vergognatevi.

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Benvenuto Lobina

Aprile 5th, 2007 by Fenicio

A volte la mia terra…

( Ho letto che un segno del fatto che la nostalgia ti ha divorato è l’uso del possessivo quando parli del cielo, del mare, della terra in cui sei nato e vissuto)

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Rinizio. E’ da troppo tempo che non parlo della mia isola.

In un a televisione locale un ti-zio legge una poesia bellissima, mi rendo conto che quel libro giace da secoli nella mia libreria. Conosco l’autore lobina.gif è un grande della poesia sarda, una mia ex mi regalò una sua poesia bellissima.

Ho ripreso il libro e ho letto. La sua energia mi ha colpito nuovamente come quando ci si sbronza nuovamente dopo molti anni di sobrietà temporanea.

Non solo, scopro che la complesso camerata ha tratto dal suo libro più bello uno spettacolo di più di due ore in sardo, italiano e friulano (sui friulani vedi post precedente)

questa è parte di una sua poesia che và letta e sentita in lingua sarda Domu’ de’ idda mia

domu’ de’ idda mia sprexurìas

in notti’ de scorìu, candu nimmancu

arrùllianta ’s canis,

candu

si xiti’ finza e i su ‘entu, candu

dònnia perda tìmid’unu passu,

e i sa genti scida pàri’ morta

e deu no iscìu

chi abètti’ de morri diaderu

o abèttid’ a iscorìu

chi pàss’ callincunu imbruncunendu

cun is ferrus in bruzzus,

o callincunu chi s’ada a arrui

sciagurau a ananti’ e s’ enna.

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