Poulettes à roulettes

Giugno 25th, 2007 by Fenicio

Letteralmente, si dovrebbe tradurre come “pollastrelle con le rotelle”

Sono un gruppo di skaters québecois(del Quebec) composto esclusivamente da donne.

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Conosco una ragazza che ne fa parte, è andata in skate fino ai tre mesi di gravidanza.

Mi ricorda un gruppo di motocicliste sarde che aveva aperto una rubrica dal titolo “Donne con le gomme”.

Vorrei andare in Quèbec. Incrocio strano. Leggo “manituana” parla delle guerre franco indiane e della nascita degli Stati Uniti.

Quando tutto era ancora possibile.

MOn Français est terrible, mais je vais ad ecrire le meme.

J’ai connu une skaters Québecois elle est en peu fou me elle est très simpatica. Son copin a construit une piste de skateboard dans la maison

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Non si butta via niente!!, contro i post scrivi e getta

Giugno 19th, 2007 by Fenicio

Accusato di eccessiva pesantezza pubblico un argomento sempre di moda nei salotti intellettuali italiani.
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Le tette, sempre cari mi furono gli ermi colli. Tanto per capirci, “i seni” non esiste come termine, essendo infatti il seno la divisione tra le due mammelle, dire che “bei seni” significherebbe affermare che la persona in questione ha tre mammelle.
Quindi perbacco che si usino i termini appropriati.
Le tette, grandi e piccole, sono morbide. Con gli anni diventano sempre più morbide. I capezzoli possono essere rosa e morbidi o scurissimi e duri in un infinita serie di sfumature per tutti i gusti.
L’inferno (exit remix)
Nel film Costantine (pieno di cazzate, tipo la mitragliatice di acqua santa che ha come mirino la croce latina), la rappresentazione dell’inferno è molto realistica. LA porta per il passaggio sono i gatti e l’acqua.

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Il pollo. Avete mai preso il famoso ossicino con qualcuno esprimendo un desiderio che si avvera per chi rimane con il pezzo più grosso in mano?

Illusi!!!
Grazie all’aviaria pensavo di poter acquistare nuovamente le carni bianche ad un prezzo decente, e invece nò, non solo i prezzi non sono scesi, ma vicino a casa sabato mattina bisogna prenotare il pollo arrosto, altrimenti già a mezzogiorno non ne trovi più.


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questo post è stato scritto su bit non provenienti da foreste di silicio primarie

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Che fine farà la Sardegna?

Giugno 12th, 2007 by Fenicio

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Domenica ho finito di leggere il libro scritto a due mani da Massimo Carlotto e Francesco Abate “Mi fido di te”. Ambientato nella Sardegna odierna, il libro si sviluppa intorno alle vicende di uno spregiudicato- pregiudicato, trafficante di sostanze alimentari adulterate, spacciate per sane, che usa come copertura il ristorante più in della città, unanimemente riconosciuto come il tempio del buongusto. L’affresco di Cagliari capoluogo che ne viene fuori è quello molto realista di “una città indolente che si lascia scorrere tutto addosso, anche le cose peggiori”.

Una frase molto azzeccata, detta da un personaggio,mi ha colpito.

Oggi solo sette uomini possono ancora testimoniare gli orrori vissuti nella prima guerra mondiale, di questi sette due sono sardi. Il contributo di sangue pagato dalla brigata Sassari è stato così alto da fargli guadagnare tre medaglie d’oro al valore militare. Per tale motivo la Sardegna si è presa in passato la nomea di isola da carne di cannone.

L’alto indice di gradimento, riscosso dalla Canalis come velina, ha fatto sì che la velina mora per piacere, deve essere sarda. “Se tu crei la domanda, nasce l’offerta”. Sconfitta la malaria, arginata e ridotta l’anemia, migliorata l’alimentazione, spostata in avanti la pubertà, le donne sarde hanno ribaltato l’immaginario collettivo della donna bassa coi baffi vestita di nero, che aveva contagiato anche Woody Allen nel film Amore e Guerra. Di conseguenza l’isola si è riempita di procacciatori di modelle, agenzie di promoter, sfilate di moda e di intimo.

“La Sardegna non è più l’isola da carne da cannone, ma l’isola di carne da ca…

canone tv”

dice il personaggio del libro.

Ad Alghero, Bosa tutte le case del centro vengono comprate dagli inglesi a prezzi allucinanti, gli indigeni devono andare ad abitare ad Olmedo, non possono più permettersi di vivere a casa loro, costa troppo.

Dove sta andando la Sardegna?

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Tanti anni fa si diceva potessimo diventare la Cuba del mediterraneo, intendendo con ciò l’isola indipendente e figlia della rivoluzione.

Sempre con più chiarezza stiamo diventando la Cuba di Batista, dove la gente viene per scopare, prendere il sole, giocare d’azzardo e commerciare in armi e droga, vista la posizione di porta tra sud e nord del mondo.

Il casino del mediterraneo, l’accento sulla o non cambia la sostanza.

la foto è di Helmut Newton ed è una scenografia di un balletto di Pina Bausch se non sapete chi è Pina Bausch vergognatevi.

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