Cinque Anatre
Fenicio .
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Le colleghe, vanno a salutare la puerpera, Laura, la nuova venuta è la quarta sorella.
Resto solo, Mercoledì parto. Tutti passano per fare gli auguri, e io penso a Mafalda che accarezzava il mappamondo, e gli misurava la febbre facendogli le coccole perchè le guerre e le carestie lo indebolivano.
Vado a trovare dei cari amici, e sono contento, dopo la capatina in enoteca mi accingo a fare il viaggio in auto solo come ai vecchi tempi, io, la strada, la mia musica, il paesaggio naturale e artificiale.
Un film fatto da anarchici, costruito sulle testimonianze di chi ha partecipato alla guerra civile spagnola, è stata l’occasione per pensare a quella generazione di persone che non si è mai arresa. Alle decine di Sardi che 10 giorni dopo la rivolta erano già al fronte a combattere. Cocciuti come il basalto dei nuraghi hanno continuato a lottare anche al ritorno dal confino per non perdere mai la possibilità dell’ Utopia.
Come nella canzone di Guccini 5 anatre volano a sud, solo una arriverà ma l’importante era partire. Non bisogna mai smettere di lottare, sia contro le malattie, le proprie paure, l’ingiustizia, piccola o grande che sia. Ma non con la pesantezza e il grigio del piombo, ma con la leggerezza , la vitalità e l’allegria dell’ossigeno.

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